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Turchia: attacco a un night club di Istanbul, vittime e feriti

Turchia attentato

Intorno alle 23.15 di sabato 31 dicembre, circa l’una e un quarto ora locale, una persona armata è entrata in un noto locale del quartiere Ortakoy, di Istanbul, in Turchia, e ha sparato alla cieca uccidendo almeno 39 persone e ferendone altre 69. L’uomo, travestito da Babbo Natale, ha sparato e ucciso un civile e un poliziotto prima di entrare nel locale, il Reina, dove era in corso una festa di Capodanno: dopo aver sparato – usando un’arma a canna lunga, ha detto il governatore di Istanbul Vasip Sahin – è scappato ed è ancora ricercato dalla polizia. L’attentato non è ancora stato rivendicato.

Il Reina si trova sulla riva europea del Bosforo – in un quartiere famoso per i locali, i ristoranti e le gallerie d’arte – ed è un night club molto noto a Istanbul, frequentato da celebrità, artisti e calciatori famosi. Al momento dell’attacco c’erano circa 700 persone, tra cui molti stranieri. 15 dei morti che sono già stati identificati sono di cittadinanza non turca, come anche molti dei feriti, ha detto il ministro della Sanità turco Recep Akdağ. Al momento dell’attacco, hanno raccontato alcuni testimoni, molte persone si sono tuffate nel Bosforo per mettersi in salvo, altre hanno detto di aver cercato riparo come potevano dentro al locale durante l’attacco.

Dopo l’attacco sono intervenuti i reparti speciali della polizia turca, che successivamente hanno isolato tutta l’area del Reina impedendo l’accesso a chiunque. Il Guardian ha descritto la scena di domenica mattina, dicendo che decine di persone sono arrivate davanti al locale per chiedere notizia su amici o parenti che si trovavano lì ieri a festeggiare. Il riconoscimento di morti e feriti, tuttavia, è ancora in corso e non sono disponibili informazioni su tutti loro.

Al momento la polizia sta ancora cercando l’uomo che ha sparato nel locale, anche se alcune iniziali informazioni avevano detto che l’assalitore era stato ucciso dalla polizia. Il ministro degli Interni turco Süleyman Soylu ha confermato il numero di morti e feriti nell’attacco, dicendo che le forze di sicurezza sono al lavoro per trovare l’assalitore e che spera che la ricerca duri poco tempo.

Mentre sono arrivati messaggi di sostegno alla Turchia da governi e paesi di tutto il mondo, domenica mattina ha parlato anche il presidente turco Tayyip Erdoğan, dicendo che il suo paese continuerà la lotta militare, economica e culturale contro i terroristi che «stanno provando a creare il caos, demoralizzare la nostra gente e destabilizzare il nostro paese con terribili attacchi contro i civili».

Nel corso del 2016 almeno 275 persone sono state uccise in diversi attentati terroristici in Turchia rivendicati dallo Stato Islamico o dal PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. L’attacco più violento della storia del paese è stato invece compiuto il 10 ottobre 2015, quando l’esplosione di due bombe ha ucciso 109 persone.

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