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LUCA BARBARESCHI E LUNETTA SAVINO nel PENITENTE di MAMET. Mercoledì 6 marzo alle 21

LUCA BARBARESCHI LODI TODAY

Mercoledì 6 marzo alle 21 al Teatro alle Vigne di Lodi il sesto spettacolo della Stagione di Prosa, Il Penitente, di David Mamet, con Luca Barbareschi e Lunetta Savino; e con Massimo Reale e Duccio Camerini. Scene Tommaso Ferraresi, costumi Anna Coluccia, luci Iuraj Saleri; traduzione e regìa Luca Barbareschi.

Produzione: Teatro Eliseo – Fondazione Campania Dei Festival – Napoli Teatro  Festival Italia (dove lo spettacolo ha debuttato) Luca Barbareschi.


Ultimi biglietti disponibili, da € 19 – acquistabile online; e in Teatro, lun-ven. 17-19 e un’ora prima lo spettacolo Luca Barbareschi


Uno psichiatra affronta una crisi professionale e morale quando rifiuta di testimoniare in tribunale a favore di un paziente accusato di avere compiuto una strage. Il penitente, l’ultimo testo (2016) per il teatro dal drammaturgo statunitense David Mamet – Premio Pulitzer per Glengarry Glen Ross – descrive l’inquietante panorama di una società così alterata nei propri equilibri che l’integrità del singolo, anziché guidare le sue fulgide azioni costituendo motivo di orgoglio, diviene l’aberrazione che devasta la sua vita e quella di chi gli vive accanto. Luca Barbareschi

Coinvolto da un sospetto di omofobia, ‘il penitente’ subisce una vera gogna mediatica e giudiziaria e viene sbattuto “in prima pagina” spostando sulla sua persona la momentanea riprovazione di un pubblico volubile, alla ricerca costante di un nuovo colpevole sul quale fare ricadere la giustizia sommaria della collettività. L’influenza della stampa, la strumentalizzazione della legge, l’inutilità della psichiatria, sono questi i temi di una pièce che si svolge tra l’ambiente di lavoro e il privato del protagonista. La demolizione sociale di un individuo influisce inevitabilmente sul suo rapporto matrimoniale. Un dramma descritto in otto scene, otto atti di confronto tra marito e moglie, con la pubblica accusa e con il proprio avvocato. Fino al colpo di scena finale.

Ho scelto questo lavoro di Mamet – commenta Barbareschi – perché è una lucida analisi del rapporto alterato tra comunicazione, spiritualità e giustizia nella società contemporanea. ‘Il penitente’ è la vittima dell’inquisizione operata dai media. È ciò che accade all’individuo quando viene attaccato dalla società nella quale vive ed opera, quando la giustizia crea discriminazione per avvalorare una tesi utilizzando a questo fine l’appartenenza religiosa.

A cosa può servire – conclude il regista – rivendicare la ragione se, come dice Mamet, ciò significa isolarsi, uscire dal coro ed essere puniti per questo? In una storia, chi sfida la menzogna e difende la verità è in genere l’eroe della vicenda, è l’uomo buono. Ma qui uomo buono è definizione ironica, sarcastica. La società reclama il sacrificio di ogni integrità. Tutto è sottosopra sembra dire Mamet, e l’assenza di etica governa un mondo capovolto.


Così la critica: Luca Barbareschi

Charles è come Antigone, ha il suo stesso problema: il mio credo contro quello dello Stato. Ma Antigone non si pente, è greca, Charles si pente, è ebreo. Il nocciolo della faccenda è questo. È ciò su cui Mamet e Barbareschi invitano a riflettere. Barbareschi…sottolineando che le azioni di Charles hanno un rapporto se non con una piena fede, almeno con la ricerca di Dio, come la chiama lui, della saggezza… difficile discuterlo come interprete.

Franco Cordelli – Corriere della Sera 23/11/17

…è comunque difficile perdere una sola battuta di questo perturbante dialogo, che chiude con un colpo di scena. Quali sono le complicità e le verità nascoste che stanno dietro il dispositivo mediatico della calunnia? Che piacere si prova a distruggere la vita di un uomo? E chi di noi può dirsi totalmente innocente? Le domande si moltiplicano all’infinito, anche dopo lo spettacolo. Non è forse questo il vero fine del Teatro?

Katia Ippaso – Il Messaggero 19/11/2017


David Mamet (Chicago, 1947) è la maggiore voce del teatro americano. I primi successi arrivano nel 1976 con tre lavori teatrali, The Duck Variations, Sexual Perversity in Chicago, e American Buffalo (e la sceneggiatura dell’omonimo film, con Dustin Hoffman). Dopo altri due grandi successi ottenuti con le pièces Il bosco e Nella nebbia, Mamet ottiene il suo primo grande riconoscimento con Glengarry Glen Ross, una feroce rappresentazione del mondo degli affari americano, vincitore del Premio Pulitzer nel 1984 e del Tony Award (l’Oscar del Teatro Americano), da cui  la sceneggiatura per il film Americani, con Al Pacino, Jack Lemmon, Alec Baldwin e Kevin Spacey. Spesso l’opera teatrale di Mamet è stata paragonata a quella di Harold Pinter per la precisione della scrittura, l’acutezza dello sguardo sui risvolti misteriosi della realtà, le sue coraggiose rappresentazioni del mondo contemporaneo.

Ma la variegata produzione di Mamet che ha come caratteristica questa attrazione verso il mistero e il conflitto tra verità e menzogna (la cosiddetta poetica del doppio fondo), è arricchita (soprattutto nella produzione cinematografica) dalla straordinaria capacità di delineare i personaggi, in particolar modo quelli maschili, che spesso contrappone in violenti e ironici scontri verbali. I dialoghi di Mamet, la loro immediatezza e intelligente vivacità, la loro fedeltà al il gergo della strada, che costituiscono la vera cifra della sua espressione artistica, ciò con cui riesce a costruire e smontare le storie.

Dopo aver raggiunto la notorietà soprattutto con i testi teatrali, tra cui Speed-the-plow, con Madonna, altro Tony Award, Mamet debutta nella sceneggiatura cinematografica nel 1981 con il successo del Postino suona sempre due volte, con Jack Nicholson e Jessica Lange. Seguono, fra gli altri, Il verdetto, con Paul Newman, Gli intoccabili, con Sean Connery e Kevin Costner, Sesso & Potere, con Dustin Hoffman e Robert De Niro. E’ anche regista nella Casa dei giochi, con Lindsay Crouse e Joe Mantegna. Poi la sceneggiatura per Vanya sulla 42a Strada, la regìa   di Oleanna,  tratto dal suo omonimo testo teatrale. Dopo The Spanish Prisoner, Mamet gira Il caso Winslow. Nel 2000 Hollywood, Vermont ha conquistato il pubblico al Sundance Film Festival. In seguito ha diretto Il colpo, con Gene Hackman e Danny de Vito, presentato alla Mostra di Venezia nel 2001 fuori concorso; la sceneggiatura di Hannibal, con Anthony Hopkins e Julianne Moore.

Il prossimo suo lavoro teatrale, Bitter Wheat, ispirato alla figura di Harvey Weinstein, sarà in scena a Londra dal 7 giugno, con John Malkovich.


Luca Barbareschi

Luca Barbareschi spazia tra teatro, cinema e televisione, ora in qualità di attore, ora in veste di produttore, regista, sceneggiatore o conduttore.

In teatro sono più di trenta spettacoli, portando in Italia autori come D. Mamet, E. Bogosian, D. Hare, B. Elton, N. Williams.. Dirige uno dei più prestigiosi teatri romani, il Teatro Eliseo.

Nel 2004 è Billy Flinn nella versione italiana del celebre musical Chicago e successivamente viene scelto come protagonista della stessa versione a Londra, con successo di pubblico e critica.

In televisione partecipa a circa ottanta sceneggiati e a venti varietà. Viene chiamato da numerose produzione internazionali per progetti televisivi, lavora in Francia in Les Rois Maudits e in Germania in Donna Roma.

Per il cinema gira trenta film come protagonista e cinque come produttore e lavora in numerosi lungometraggi accanto a prestigiosi attori come Meryl Streep, Clive Owen e Naomi Watts

Luca Barbareschi è fondatore e azionista della Four Point Entertainment, produzione con sede a Los Angeles, per la quale conduce negli anni ’90 centodiecipuntate di That’s amore, show televisivo di enorme successo: è il primo italiano a vendere uno unscripted format all’estero. Produce più di 500 ore per la Fox in America e per la Think Entertainment a Londra.

Con la sua casa di produzione, la Casanova Multimedia, opera in un contesto di multimedialità riuscendo ad essere sempre versatile e attento alle esigenze del mercato.

Casanova Multimedia è entrata nel mercato dei formats sia scripted che unscripted. Tra gli scripted formats pensati e prodotti per Rai Uno spiccano: Nero Wolfe, la miniserie Walter Chiari, la miniserie L’Olimpiade nascosta, il tv movie Edda Ciano e il comunista e la miniserie sulla vita di Adriano Olivetti.

Lunetta Savino è fin da subito in scena con diversi spettacoli teatrali, dai classici del teatro napoletano ( Non è vero ma ci credo, Come finì Don Ferdinando Ruoppolo e Un brutto difetto) a testi della nuova scuola partenopea (Medea, 24 femmena d’onore).

Nel 1995 è a teatro con il monologo di grande successo Prova orale per membri esterni di Claudio Grimaldi Luca Barbareschi.

Il debutto al cinema avviene nel 1982 con il film Grog di Francesco Laudadio. Nel 1998 è nel cast del film Matrimoni di Cristina Comencini che la richiama anche l’anno successivo per il film Liberate i pesci.

Il grande successo televisivo è del 1998 con la serie tv Rai Un medico in famiglia dove Lunetta interpreta il ruolo di Cettina Gargiulo. Tanti e diversi i ruoli successivi in tv, dall’Elena Ferrucci della fiction Raccontami nel 2006, da Lucia – madre coraggio del noto fisico nucleare Fulvio Frisone – in Il figlio della luna a Vincenzina nel film Pietro Mennea – La Freccia del Sud, che le vale il Premio Flaiano 2015 come migliore interprete femminile Luca Barbareschi.

Anche al cinema vanta partecipazioni importanti. Tra queste due film di Ferzan Ozpetek: Saturno Contro nel 2006 e Mine Vaganti nel 2009 per cui vince il Nastro D’argento. A questi seguono Bar Sport di Massimo Martelli, Fiabeschi torna a casa di Max Mazzotta, Tutto tutto, niente niente di Giulio Manfredonia, Io Arlecchino di Giorgio Pasotti e il film di Riccardo Milani Scusate se esisto.

Nel 2015 torna su Rai1 con E’ arrivata la felicità di cui è protagonista anche della seconda serie nel 2018. Nel 2016 è un’intensa Felicia Impastato nel film tv di Gianfranco Albano. Nel 2018 è tra i protagonisti del film per Rai1 di Pupi Avati Il fulgore di Dony e al cinema nella commedia Amici come prima di Christian De Sica.
Nel 2019 sarà al cinema con Croce e Delizia di Simone Godano e protagonista assoluta dell’opera prima di Katja Colja Rosa.


La Stagione di  Prosa del Teatro alle Vigne si conclude il  20 marzo con Che disastro di commedia, di Lewis, Sayer e  Shields; con Luca Basile, Alessandro Marverti, Valerio Di Benedetto, Yaser Mohamed, Marco Zordan, Stefania Autuori, Viviana Colais; e la partecipazione di Gabriele Pignotta. Regìa Mark Bell.

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